EX ORIENTE - Current Corporate
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EX ORIENTE

About This Project

Nei mesi di settembre e di ottobre 2018, la sala vetrata della nostra galleria si trasforma in una “project room” performativa, ospitando un suggestivo ciclo di performance contemporanea.
Gli artisti e i performer riscriveranno lo spazio con i loro gesti e con le loro azioni, trasformandolo, di volta in volta, in prigione, in archivio di memorie, in sala da thè coloniale.
Ad incorniciare le performance di Ruchi Anadkat (1 settembre), Dan Allon (27-30 settembre) e Neja Tomšič (6-7 otoobre), anche una mostra con le fotografie ed installazioni di Lang Ea, Kashif Shahabaz, Christian Tablazon, Clare Charnley.

Il tema, è tra i più controversi.
“Ex Oriente Lux, Luxus, Luxuria”: dai tempi della civiltà greca classica, il mondo orientale suggerisce un immaginario di luce, lusso e lussuriosa sensorialità, corrispondendo, per l’uomo d’occidente, al dominio dell’esotico, al luogo in cui – in modo più o meno onirico – ogni desiderio può trovare forma e appagamento.
Senza pretese enciclopediche, il ciclo di performance cattura “visioni orientali” del complesso fenomeno del colonialismo, interpretato nella sua natura multiforme dall’occhio sensibile dell’artista contemporaneo.
Così, dietro ai commerci di sete, spezie e profumi, fanno capolino la colonizzazione delle genti, lo sfruttamento economico delle rotte
navali, la cancellazione dell’identità locale e la spoliazione del corpo della donna – in una revisione delle immagini archetipiche dell’oriente, e mettendo in scena il “lato B” di questo processo di appropriazione geogra ca e culturale.
La nuova visione, fatta di memorie frammentate, volti cancellati e prigioni invisibili, colpisce lo spettatore con la sua potente eleganza, tratteggiando nessi tra artisti dell’estremo oriente (Cambogia, India, Filippine), del medio oriente (Israele, Pakistan), e del vicino oriente (Slovenia, Balcani).

 

Le performance hanno posti limitati, per fruirle è necessario invito (Per richiedere la partecipazione, contattare: info@currentcorporate.com / +39 375 553 2009):

 

12×2 ACTIONS / 1 Settembre, ore 19.00

l’artista Ruchi Anadkat disegna una prigione simbolica con del gesso, e all’interno della stessa si muove, dando forma ad espressioni e movimenti che trasmettono la cultura del suo territorio d’origine. Nel suggestivo atto a corpo libero, l’artista cerca la convivenza (o forse la liberazione) da uno spazio esiguo, trattenuta da una catena metaforica, fatta dei suoi stessi capelli – elemento di femminilità, che assume talvolta i connotati di un capestro.
L’atto performativo suggerisce una nuova interpretazione del fenomeno storico (stratificatosi con le economie coloniali) che ha visto la creazione di immaginari orientali “a servizio” dell’ Europeo, in particolare riguardo la figura femminile.

 

GHOSTS & GOLEMS / 27-30 settembre (Opening della performance e talk d’artista, giovedì 27 settembre, ore 19.30).
Il setting performativo di Dan Allon è una specie di “archivio di illustrazioni”, con centinaia di disegni, tra i quali i visitatori potranno scartabellare liberamente, andando a scoprire le infnite versioni di una stessa storia: la storia della famiglia dell’artista, sullo sfondo dei regimi totalitari del ‘900 e della diaspora. Dan Allon, performando di volta in volta nei panni dell’archivista, dell’artista e del guardiano, diviene presenza carica di signi cati in questo ambiente. Attraverso le illustrazioni, l’artista crea dei frammenti di una stessa narrativa, ricostruisce un ethos familiare, propone un nuovo concetto di biografia familiare: la storia della famiglia si intreccia con la “Storia” dalla S maiuscola -quella, dolorosa, del secolo breve, fatta di relazioni violente tra oriente e occidente-.

 

TEA FOR 5 – THE OPIUM CLIPPERS / 6 e 7 Ottobre 2018
Neja Tomšič trasforma la project room in una sala da the, dal gusto smaccatamente coloniale. Tea for Five è una performance interattiva, si potrebbe definire “un saggio visivo che unisce la performance
e l’arte della ceramica”. L’azione artistica illustra la storia delle relazioni cino-americane e britanniche attraverso le narrazioni di cinque navi collegate all’oppio e al commercio del the: 5 persone per volta, siederanno a bere il the con l’artista, mentre la stessa racconta i retroscena conflittuali e lo sfruttamento delle colonie cinesi, che per il the delle cinque hanno molto sanguinato (la storia della rotta dell’oppio non solo documenta eventi storici dimenticati, ma fa luce sulle loro conseguenze odierne).
Date
Category
Art
Tags
art, Arte Contemporanea, Current Gallery, performance